Le vite degli altri

Il popolo della munnezza

di Serena Russo

Premetto: sono un po’ fissata con la pulizia. Non sono per nulla maniacale, sono stata semplicemente educata da mia madre ad essere pulita in tutte le cose. Forse sono anche un po’ troppo schizzinosa, al punto tale che posso contare sulla punta delle dita le volte in cui ho bevuto dallo stesso bicchiere di mio fratello. Dunque, prima di trasferirmi nei Paesi Bassi, sapevo bene che avrei dovuto adattarmi a diversi standard di pulizia, non tanto perché sarei andata a vivere in un paese straniero, con una cultura diversa, ma quanto, si sa, credo che nessuna casa di studenti sia pulita come quella in cui hai sempre vissuto. Dopo più di due anni, posso dirvi che non avrei mai immaginato che mi sarei dovuta adattare così tanto.

Come molti di voi sapranno già, per tanti stranieri (e non solo) noi siamo il popolo della “munnezza”. Quando vengo presentata a qualcuno, o mi presento io stessa, appena scoprono che sono italiana fanno uno di questi tre commenti: “Adoro la pizza”, “Ahh! Mafia!” oppure, “Ah sì, bellissima l’Italia, ci sono stato tre mesi fa, ma come è sporca!”. Proprio così. Ci considerano sporchi… loro! È vero, le nostre strade lasciano molto a desiderare in quanto a pulizia, sarà anche vero che in alcuni periodi nelle grandi città l’immondizia si accumula accanto ai cassonetti, ed è un dato di fatto che il livello di smog della capitale olandese è praticamente uguale a quello di Capracotta, Vinchiaturo, o qualsiasi altro paese sperduto sulle montagne in Italia, ma almeno noi, in maniera generale, ovviamente, siamo puliti. consigli-per-pulire-i-vetri-i-casa_3a70b557d05bb90ffc4a50ceb34041c2Devo premettere che non voglio generalizzare. Esistono tanti italiani sporchi. Ma credetemi, di olandesi puliti come noi non ne ho mai conosciuti! Non posso giudicare il livello di pulizia delle case degli studenti italiani, in quanto non ho mai avuto il piacere di avere un italiano come coinquilino, oltre alla mia famiglia, si intende. Non posso neanche riferirmi a un popolo preciso, ma voglio generalizzare. Ho cambiato tre case, ed ho incontrato filippini, francesi, inglesi, polacchi, australiani, americani, serbi, e, ovviamente, olandesi. Ma indovinate un po’? Di puliti neanche l’ombra.

Dopo questo enorme preambolo, vorrei finalmente deliziarvi con le mie chicche, i miei aneddoti più divertenti riguardo ai loro standard di pulizia. Così non mi prendete per una rupofobica, e per giunta anche razzista.

La top ten di Serena (senza un ordine preciso):

  • Penso di aver visto più persone scalze camminare nel campus, entrare in classe, andare a mensa, entrare nei bagni pubblici, di quanti monaci tibetani scalzi ci sono in Tibet;
  • Un mio coinquilino di due anni fa, francese, non ha cambiato le lenzuola per tutto l’anno. Oltre a ciò, accumulava una collezione di cartoni di pizza (con pizza ammuffita inclusa), bottiglie vuote, immondizia varia sul pavimento. Credetemi se vi dico che alla fine dell’anno non si vedeva neanche più di che colore fosse il pavimento. Inoltre, l’altro letto che si era procurato per ospitare la ragazza (olandese, si intende) durante il fine settimana fungeva da libreria, secchio dell’immondizia, tavolo da gioco, asse da stiro, covo di pidocchi, etc.
  • Una mia coinquilina dell’anno scorso, olandese fino al midollo, ha portato le cimici del letto in casa dopo aver deciso di fare autostop per una settimana intera nella Repubblica Ceca e dormire nei bagni dell’autostrada (non sto scherzando). Oltre ad essere un esempio di pulizia, era anche dotata di spiccata intelligenza: un bel giorno ha deciso di spalancare la sua porta, prendere tutti i suoi abiti e portarli come se niente fosse in giro per casa, e buttarli per terra nella lavatrice, mentre aspettavano il loro turno per infestare anche i nostri panni. Per il resto ci ha pensato la madre, che ha depositato le altre cose davanti alla mia stanza (ovviamente!). Tale madre, tale figlia.
  • Due anni fa, mi assentai per un mese prima di iniziare i corsi estivi. Al mio ritorno, la camorra filippino-britannica aveva adibito il nostro bagno a discarica. Le due ragazze avevano riempito il lavandino di stoviglie e, dopo essersi riempito, avevano continuato ad accumularle nella doccia. In un angolo, accanto al secchio dell’immondizia, che ormai era quasi invisibile, avevano adagiato una montagna di rifiuti. Tralascio i dettagli sulle condizioni della tazza per rispetto al pubblico sensibile.
  • Uno dei miei coinquilini dell’anno scorso, la cui identità rimane tutt’oggi un mistero, un bel giorno preparò un bel manicaretto, i cui ingredienti che lo componevano sono sempre stati una leggenda. Decise, forse seguendo un’antica ricetta della sua cultura barbara, di appoggiarci un coperchio sopra e lasciarlo a macerare per ben tre settimane. Il gradevole aroma della suddetta pietanza ormai aveva iniziato a diffondersi in tutta la cucina, tanto che una persona a caso decise di portare la pentola fuori alla finestra, forse per aggiungere un tocco in più alla squisita ricetta. Dopo un’altra settimana, si decisero a buttare il disastro culinario e la pentola che lo conteneva, per il sollievo di tutti, ratti esclusi.
  • La stessa coinquilina delle cimici (che io ho soprannominato amichevolmente “Pidocchia”) era probabilmente un’amante degli animali. Infatti decise di comunicarci che avevamo un topo in casa soltanto dopo ben più di una settimana dal suo primo avvistamento, dopo che io le avevo comunicato, così giusto per parlare, della mia fobia per i topi. Secondo lei il topo era carino, quindi non c’era motivo di preoccuparsi.
  • Dovete sapere che come per gli italiani i genovesi sono tirchi, così lo sono gli olandesi per gli inglesi. E non hanno tutti i torti! Escogitano qualsiasi stratagemma pur di poter risparmiare anche solo cinquanta centesimi. A volte però ci vanno a rimettere. Basti solo pensare che secondo loro è più economico mettere le spugnette per lavare i panni in lavatrice e sprecare litri e litri di acqua e un bel po’ di sapone ed elettricità pur di non pagare un nuovo pacco di spugne. Dopo due anni e mezzo, ormai non ci faccio quasi più caso. Fin quando, proprio oggi, ho scoperto che la mia coinquilina olandese, che, pensate un po’, reputo essere la più pulita coinquilina che io abbia mai avuto, ha deciso che fosse intelligente mettere le spugnette che usiamo in cucina assieme a quella che usiamo per lavare il bagno (inclusa la tazza del cesso, passatemi il termine) nella lavatrice. La sua risposta è stata: “Beh, non sai che le temperature alte uccidono i batteri?” Ah, sì? Be’, non sapevo che le lavatrici fungessero da sterilizzatrici! Dovrei suggerire a mio padre di smettere di buttare i soldi per sterilizzare le pinze nella sterilizzatrice, basta buttarle in lavatrice a casa e voilà! Pronte ad essere messe in bocca ad un nuovo paziente. Secondo la mia intelligentissima coinquilina, i batteri fecali, e non solo, si distruggono a 60 gradi. Ma d’altronde, cosa puoi aspettarti da un popolo che non vende neanche il Napisan, l’Amuchina o la candeggina per i panni?! (Diciamo che in generale è un’impresa riuscire a trovare un disinfettante qualsiasi).
  • Questo aneddoto non è dei più estremi, ma vedo tante, troppe persone che appoggiano il cibo sui banchi dell’università. L’ho visto fare tante volte anche a scuola; scusatemi, ma non riesco a sorvolare. Soprattutto dopo aver visto i bidelli pulire gli stessi banchi su cui appoggiate il cibo con la scopa…
  • Una mia coinquilina ha una ciotola tutto in uno: la mattina ci fai colazione, la sera la usi come ciotola per il gatto.
  • Il gruppo ecologico dell’università incita gli studenti a farsi la doccia la mattina, liberare i propri effluvi paglierini, e lavarsi la dentatura allo stesso tempo per risparmiare acqua.

Nota bene: non tutti gli stranieri sono così. Vi ho presentato i casi più esagerati, ma conosco tante persone che sono molto più pulite, e le quali concordano con me nel dire che gli aneddoti da me sopra riportati sono abbastanza disgustosi. Dunque bisogna leggere questo articolo con ironia e ricordarsi che ogni mondo è paese. Basta andare sulla pagina Facebook “Coinquilini di merda” per rendersi conto che queste cose succedono anche da noi!

Se avete anche voi delle esperienze nefaste con dei coinquilini medievali, fatemelo sapere, sono tutta orecchie!

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