Attualità & Territorio

25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

La Redazione

È il 25 novembre 1960 quando nella Repubblica Dominicana, durante la dittatura di Trujillo, le tre sorelle Mirabal, attiviste per i diritti delle donne e oppositrici del regime, sono sottoposte a indicibili torture, i corpi lanciati in un burrone nel tentativo di simulare un incidente. Circa quarant’anni dopo, quella stessa data viene scelta dall’ONU per il suo valore simbolico, istituendo la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.

La stessa Assemblea Generale dell’ONU parla della violenza come “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”. I dati internazionali, infatti, rivelano statistiche scioccanti: almeno il 35% della popolazione mondiale femminile ha subito violenza fisica o sessuale – l’Unicef rivela che una su dieci aveva meno di vent’anni – 00-devid1mentre in moltissimi paesi ancora non esiste alcuna legge che punisca la violenza domestica o le molestie a sfondo sessuale. Prosegue anche la discriminazione in ambito lavorativo tra uomini e donne: non solo i tassi di disoccupazione rimangano più elevati per le lavoratrici, ma le donne occupate a tempo pieno, nella maggior parte dei Paesi, hanno uno stipendio inferiore a quello dei colleghi maschi.

In Italia, secondi i dati dell’Istat raccolti nel giugno del 2015, il 31,5% delle donne tra i sedici e i settant’anni, quasi una donna su tre, ha subito nel corso della propria vita una violenza fisica o sessuale. Ma se negli ultimi cinque anni la percentuale è andata lentamente diminuendo, aumenta invece il numero dei figli che vi assistono. Le leggi che puniscono la violenza contro le donne sono state rafforzate dal Decreto Legge 93 del 2013 sulla violenza di genere, convertito nella Legge 119 del 15 ottobre 2013. Ma rimangono dati che fanno accapponare la pelle: il 20% dei giovani uomini italiani reputa ancora “normale” che un uomo tradito diventi violento, meno della metà di tutti gli uomini in Italia si pone dalla parte delle donne quando vittime di violenza e il 35% ritiene che la violenza di genere sia un fenomeno da regolare solo “tra le pareti di casa”.

49244-1“Molta violenza si agita nel sommerso, non segnalata per paura o scarsa consapevolezza. La violenza domestica è molto più diffusa di quanto si pensi. Resta nella sfera privata in gran parte invisibile e sottodenunciata”, spiega Cotrina Madaghiele, presidente dell’Associazione Genere Femminile. È per questo che la rivoluzione più urgente, al momento, è quella culturale. E la necessità più impellente è di cominciare dalle scuole, fornendo modelli educativi adatti a formare le menti dei giovani al rispetto e alla parità. Con la Legge n. 107 di luglio 2015 è stata introdotta la previsione dell’educazione alla parità tra i sessi nelle scuole di ogni ordine e grado, sebbene ostacolata dagli allarmismi di quelle fasce conservatrici che si oppongono strenuamente a quella che definiscono “l’eliminazione delle differenze tra donna e uomo”.

Intanto oggi, in tutta Italia, fioriscono eventi per promuovere la consapevolezza sulla violenza di genere e commemorarne le vittime. I più vocali sono i Centri Antiviolenza, che denunciano l’assenza dei fondi necessari ad assistere le superstiti. In moltissime piazze sono state sistemate delle scarpe rosse, ormai simbolo internazionale della lotta alla violenza di genere.

Fonti:

Giornata contro la violenza sulle donne – LO SPECIALE

Oggi la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

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