Attualità & Territorio

La nuova vita dei padiglioni Expo e di Rho-Pero

di Simona Politano

“Polvere eri e polvere ritornerai”. Di sicuro non è così per Rho- Pero e i padiglioni di Expo. Già, dopo 184 giorni si spengono i riflettori sull’esposizione mondiale e sotto il cielo di Milano si ritorna a respirare l’atmosfera di un cantiere a cielo aperto. Rombano dunque i motori delle ruspe, pronte a smantellare i padiglioni per lasciare l’area libera entro il 30 giugno 2016 come da contratto.

Quale nuova vita aspetta agli imponenti padiglioni? Pochi resteranno a Milano. La maggior parte di essi tornerà in patria o troverà una nuova sistemazione nel globo.

Andiamo con ordine e scopriamo cosa sarà di essi.

Nell’area fiera resteranno il Padiglione Zero, Palazzo Italia e l’Albero della Vita che riprenderanno a funzionare in primavera. Stessa sorte per l’Open Air Theatre per il quale si prevede la realizzazione di una struttura di protezione. Resta a Rho anche Cascina Triulza che non chiuderà i battenti, ma continuerà ad essere attiva e presto renderà noto il programma delle attività di Novembre.

Tra i padiglioni che saranno venduti all’asta figurano il Belgio e il Brasile con la sua famosissima rete alla quale pare siano interessati alcuni parchi milanesi. rete del brasileAlcuni Paesi hanno preferito rivendere i complementi di arredo e alcuni pezzi dei propri padiglioni. È il caso della Spagna, del Nepal, della Thailanda, del Quatar, della Corea, del Giappone, dell’Argentina, della Colombia e della Germania. Quest’ultima conserverà alcune installazioni per poterle esporre a Shangay nel museo delle Esposizioni.

Biglietto di ritorno in patria per i padiglioni del Cile e dell’Angola. Alcuni assumeranno nuove sembianze come il padiglione del Bahrain che diventerà un giardino botanico; l’Azerbaijan si trasformerà in un museo d’arte contemporanea a Baku; l’alveare del Regno Unito sarà un monumento d’arte urbana; alveare regno unitole torri della Svizzera diventeranno orti in alcune città elvetiche; la Thailanda donerà i suoi arredi ad uffici e scuole; il padiglione degli Emirati Arabi verrà ricostruito a Masdar City e la Repubblica Ceca risistemerà il suo nella città di Vizovice. Infine il Kazakistan vuole ricostruire il padiglione nel “central park” di Astana.

Veniamo ai Paesi che dissemineranno per il mondo le proprie creazioni: il Principato di Monaco realizzerà una sede per la Croce Rossa in Burkina Faso; il padiglione di Don Bosco sarà un centro giovanile in Ucraina. Lodevole anche la scelta di Kinder+Sport che trasformerà il padiglione in aule didattiche e un’infermeria in Africa. Sulla stessa scia si muovono anche Save the Cildren, la cui struttura arricchirà una scuola del Libano e l’Angola che creerà a Luanda un centro culturale.

Restano in Italia le piante dell’Austria, che saranno ripiantate in un’area vicino Bolzano; l’OVS trasformerà la struttura in un asilo a Mestre per i dipendenti del gruppo Coin; il Cildren Park invece, resta a Milano. Sempre a Milano è stata destinata la facciata del Vaticano con le scritte in tutte le lingue del mondo per divulgare il messaggio “non di solo pane”, e la struttura della Coca Cola, sotto forma di un campo di basket regolamentare. israeleIl campo verticale di Israele potrebbe rimanere nel nord Italia, così come le colonne di bambù del Vietnam che si collocheranno di fronte al municipio del comune di Alassio.

Quale sarà invece del futuro del sito, ovvero di un’area di un milione di metri quadrati? Pochi giorni fa, Renzi si è espresso a riguardo illustrando i lavori che dovrebbero partire a breve per trasformare l’area di Rho-Pero in una vera e propria città della scienza e della conoscenza.  Si tratta di un ambizioso disegno urbano che rientra nel progetto “Milano 2040”, con 1600 ricercatori che trasformerebbero l’area in una piccola Silicon Valley.dopo expo

Di sicuro circa 215 mila metri quadrati saranno destinati alla realizzazione del campus universitario della Statale. Esso sorgerà al centro dell’area, tra il parco e l’incrocio tra il Cardo e il Decumano. Oltre alla facoltà scientifica, sarebbero realizzate anche delle residenze per gli studenti.

Il progetto della nuova cittadella scientifica prevede la realizzazione di uffici e laboratori per imprese high-tech e per le start up. Ma non è finita. Pare siano destinati all’area anche uffici amministrativi, dall’Agenzia delle Entrate all’Archivio di Stato e le Dogane della Motorizzazione.

Infine, anche la Camera di Commercio vuole aggiudicarsi uno spazio che possa contenere 20 laboratori, 150 ricercatori e tecnici specializzati.

Insomma, nuova vita per il sito che ha ospitato Expo, all’insegna dell’innovazione, della ricerca e della tecnologia.

Fonte

La Repubblica – Milano

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