Le vite degli altri

Il gusto perfetto

di Sara Carofiglio

Mi avevi detto “porta qualcosa di pesante, è iniziato il freddo” e mi hai fatto trovare il sole.

tumblr_mxf0n0iGTd1rgjaj8o1_500Mi avevi detto di non crearmi troppe aspettative, che tanto alla fine non è che poi sia chissà quale gran posto e invece mi hai regalato giornate che avevano non senso, ma cento e mille ragioni per essere vissute e per restare in piedi fino a tardi. Mi avevi preparata a monotone riunioni di salotto, a vecchie storie che col tempo si sono riempite di qualche fantasia, a mille impegni e forse qualche momento vuoto, ma alla fine mi hai fatto trovare una famiglia di quelle così belle e vere che non si vedono spesso.

Mi ero detta che avrei trovato un compagno di strada, di complicità, di sonno arretrato e mi sono ritrovata con…Non so, la parola ‘tutto’ va bene?

Ci siamo guardati e sorrisi da lontano. Ci siamo capiti in mezzo a tanti che ci guardavano ridere, ma non potevano sapere di cosa. Ci siamo spaventati in momenti un po’ sfocati, diciamo così, ma quando poi guardavamo accanto e c’era l’altro andava tutto bene. Mi hai presa in braccio e poi siamo caduti, ma lo abbiamo fatto senza dividerci e poi il buio cancella l’imbarazzo, no? Tanto che poi siamo tornati più comodi di prima. Ti ho toccato come non mi era mai capitato prima e lo farei altre mille volte, magari senza avere paura di fare il mio passo e cancellare il buco di quei giorni alterni, che se ci penso ora mi sento una cretina ad aver esitato; sulla base di cosa, poi, che se per me ci sia mai stato qualcosa di naturale siamo stati io e te? Mi hai fatta sentire donna e bambina nello stesso identico istante e mi hai dato quel barlume di tumblr_mn387dZSzZ1s2fl3lo1_1280speranza a cui ho sempre anelato: la conferma che qualcosa di importante potrei meritarlo anche io.

E quando stava già finendo tutto, qualcosa ha voluto che restassi ancora, io avevo la gola stretta mentre ti aspettavo; sarei rimasta altri infiniti giorni, te lo giuro, e più le ruote giravano sulla strada del ritorno, più mi rendevo conto di quanto in quei giorni la mia felicità sarebbe potuta esplodere da un momento all’altro e invece continuava solo a crescere, bellissima! E la sola cosa che è esplosa sono stata io, piena di piccoli diamanti che nessuno mi aveva mai voluto regalare. Senza nemmeno che io, figurati, abbia anche solo avuto il coraggio di chiederli o desiderarli.

Ma una volta una persona mi ha detto: “tu per chi vuoi essere importante? Lo si può volere anche da qualcuno che ancora non si conosce. E allora, in quel caso, non devi far altro che aspettare. Aspettare senza chiedere.”

Ed eccoti qua, all’improvviso.

18ixbaw5l06z1jpgProblemi non ce ne sono, no, figurati, se non fosse per questa cosa patetica che ho deciso di vivere una vita con la cartina geografica sempre appiccicata in testa, questa cosa del cambiamento, dei “ciao”, dello ‘smettere per ricominciare’. Convinzioni che con te sono diventati errori immensi. Una condizione costante della mia vita è il dover scegliere sempre nel momento in cui niente ha un senso, allora scelgo di scappare e lasciare tutto. Poi, due giorni prima di fare le valige trovo il mio sorriso nella semplicità di un “buongiorno”, trovo quello che mi fa tremare, ma ho già il biglietto per andarmene chilometri lontano. Da te. Da me.

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