Attualità & Territorio

Libertà di manifestazione del pensiero: un incontro con Erri De Luca

di Serena Ucci

“La parola contraria tra istigazione a delinquere e libertà”: Erri De Luca incontra gli studenti della facoltà di giurisprudenza della Federico II di Napoli 04-11-2015

Se vi chiedessi il significato della parola “libertà”, quale sarebbe la Vostra risposta?

Libertà: è un valore fondamentale di ogni individuo, una prerogativa irrinunciabile, un diritto riconosciuto all’uomo dalla nascita; la libertà è uno dei principi massimi dell’individuo, è possibilità di scegliere, decidere, libertà di esprimere le proprie idee, le proprie opinioni.

Ma se vi dicessi che in realtà noi non siamo liberi? Che non possiamo usufruire di questo diritto in modo svincolato?

Forse nessuno mi crederebbe. Ma la verità è che non sempre l’uomo è libero.

Non è sicuramente totalmente LIBERO DI ESPRIMERE LE PROPRIE IDEE, le proprie opinioni. Anche se si parla tanto di libertà di manifestazione del pensiero, se lo si considera un diritto fondamentale dell’uomo, ed anche se la nostra Costituzione all’art. 21 dispone che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, in realtà non è sempre e propriamente così.

A quanto pare sicuramente questa cosa non vale per lo scrittore Erri De Luca che si è visto processato con l’accusa di istigazione a delinquere per aver nel 2013 detto una “parola contraria” sulla questione NO TAV, per aver cioè espresso una opinione sulla faccenda del sabotaggio della stessa, per aver rilasciato delle dichiarazioni che rappresentavano solo espressione del suo pensiero, per avere lo scrittore detto

La Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.”

Ebbene, tali dichiarazioni sono state interpretate non come manifestazione di libero pensiero ma, secondo i pm, queste sarebbero servite soltanto ad istigare il popolo al sabotaggio.

Erri De Luca per fortuna è stato alla fine assolto dalle accuse perché i giudici hanno accertato che “il fatto non sussiste” ma, la sua vicenda, prima umana e poi giuridica, ha spinto il Paese forse ad un ripensamento della natura della propria democrazia nonché ha spinto la coscienza sociale a discutere nuovamente sul tema della libertà di espressione, una libertà considerata free-speach, e che negli Stati Uniti d’America è ritenuta la pietra basilare superiore a qualunque altro diritto elencato nella Costituzione.

IMG_0704Una libertà, quella di manifestazione del pensiero, che non lascia indifferenti i cittadini, giovani e meno giovani E ne è una prova l’aula Coviello di Giurisprudenza della Federico II di Napoli che forse non aveva mai visto tanti studenti: oltre 500 seduti, e tantissimi altri in piedi e seduti a terra. Tutti lì, il 4 novembre scorso, ad ascoltare le parole di un uomo che ha raccontato la libertà di manifestazione del pensiero dal suo punto di vista sia di scrittore ma anche di imputato e testimone di “una volontà di censura della parola”: lui, Erri De Luca, il quale non appena preso il microfono, ci ha tenuto a precisare che “chiunque abbia sostenuto un esame all’Università, anche uno solo, ne ha fatti più di me, che l’Università non l’ho frequentata. Quello che so l’ho imparato strada facendo”… “Non ho, dunque, alcuna autorità per parlarvi da questa cattedra. Io scrivo storie. E sono qui per poterle raccontare con la viva voce”. E così lo scrittore ha incantato gli studenti ed i presenti tutti raccontando della vicenda giudiziaria che lo ha visto tra i banchi degli imputati ma alla fine assolto dall’accusa di istigazione a delinquere per il suo impegno contro la TAV.

Ed ora da accusato è lui che accusa e lotta: accusa la stampa italiana colpevole di non offrire una informazione libera ed indipendente; lotta per difendere il diritto di libertà di parola e di pensiero che, secondo lui, avrebbe conservato “integro anche in caso di condanna”, perchè nessuno può impedire all’uomo di esprimere le proprie idee. E lo scrittore parla agli studenti dicendo che “Mi ha colpito come, per l’accusa, ciò che mi veniva imputato era proprio il fatto di essere uno scrittore, qualcuno le cui parole arrivano a tante persone. Hanno detto chiaramente che se si fosse trattato di un barbiere non lo avrebbero perseguito”. Uno scrittore, appunto, Erri De Luca, accusato di istigazione a delinquere, “un reato mai imputato prima ad uno scrittore” e contestato anche dal Prof. Moccia, (professore di Diritto Penale della Federico II che insieme ad altri docenti ha presieduto all’incontro), perchè i “reati di opinione riguardano la libera espressione del pensiero, diritto inalienabile”, ma sono espressione di un codice dall’ideologia fascista, codice entrato in vigore prima della Costituzione.

Ed allora io mi chiedo: esiste veramente questa libertà di manifestazione del pensiero di cui tutti parlano e raccontano, se poi per aver espresso un’opinione si rischia di essere condannati e privati proprio di quella stessa libertà di cui tanto si discute?…

<Chiunque ha il diritto alla libertà d’opinione e d’espressione; il che implica il diritto di non essere turbato a causa delle sue opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee attraverso qualunque mezzo di comunicazione> 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – Art. 19

“Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”.
(Charlie Chaplin)

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