Costume & Società

Le Radici di un Giusto

di Miriam Avallone

Nella Bibbia, in particolare nel libro della Genesi, si racconta che Dio minacciasse di distruggere le città di Sodoma e di Gomorra poiché erano luogo di peccato e corruzione. Abramo intercedette con Dio per salvare le città e arrivarono ad un compromesso: Dio avrebbe risparmiato le città se avesse incontrato dieci persone giuste nella città; però venne trovato un solo giusto, Lot, e le due città vennero distrutte. Esiste poi una leggenda ebraica che racconta che al mondo ci siano sempre trentasei giusti. Nessuno sa chi siano, neppure loro stessi sanno di esserlo, ma quando sembra che il male prevalga, prendono in mano il destino del mondo e per questo Dio non lo distrugge. In seguito, tornano alla loro vita, con grande umiltà, poiché ritengono di aver fatto solo il dovere di uomini.

Israel-Yad_Vashem_Garden_of_righteousMa chi è un Giusto? Come si fa a diventare Giusti? Questa onorificenza è stata conferita dal Memoriale Ufficiale di Israele, Yad Vashem, dal 1962 e in quegli anni è nato a Gerusalemme il “Giardino dei Giusti”, il cui promotore è Moshe Bejski, salvato da Oskar Schindler. Il requisito per essere proclamato “Giusto” è aver salvato la vita di un ebreo durante gli anni della Shoah; inoltre la vicenda non può essere raccontata se non da terzi. Il “Giusto”, infatti, è un eroe con la grande capacità di dimenticare quanto fatto. Negli anni l’onorificenza è stata ampliata a tutti coloro che hanno saputo proteggere il valore e la dignità dell’uomo in periodi bui della storia.

Il 6 Marzo scorso, nell’occasione della Giornata Europea dei Giusti, gli studenti del Liceo Scientifico Rummo di Benevento hanno dedicato un albero nel cortile della scuola ad Emilio Barbarani, ambasciatore che insieme a Tommaso de Vergottini guidò la sede diplomatica italiana a Santiago del Cile negli anni ’70. Egli, come scrivono gli studenti del liceo Sannita, “organizzò a fuga all’estero di circa 750 persone, tra militanti politici di sinistra, sostenitori del governo Allende, uomini, donne e bambini che volevano solo allontanarsi dal clima di terrore instauratosi in quel periodo”.

L’8 ottobre, il Ministero degli Esteri ha accolto Gabriele Nissim, autore del libro “La lettera a Hitler”, e un gruppo tra gli studenti del Liceo Rummo che, su iniziativa della professoressa Enza Nunziato, aveva promosso la candidatura di Emilio Barbarani al riconoscimento di Giusto “che, come gli altri del passato, non ha cambiato la Storia, ma ha agito all’interno dell’unica dimensione nella quale avrebbe potuto muoversi, quella delle sue mansioni, del suo senso di responsabilità, senza temere per la sua vita, né aspettandosi ricompense”. Nissim dichiara che ciò che più ama dell’onorificenza ad un giusto è proprio la dimostrazione che non sia altro che una persona come noi.

22559Le storie dei Giusti, appunto, devono essere raccolte dai giovani, come esempi, tracce da seguire. Abbiamo sempre l’idea, infatti, di un fatalismo, del male della storia che si produce, al quale dobbiamo assistere passivamente. Lo stesso Barbarani  afferma di “aver vissuto episodi oltre il mandato affidatogli dall’amministrazione”, e quindi di non essere stato passivo solo perchè “il mare a casa mia non entra”, ma proprio per questo “io salvo delle vite”. L’uomo è un “valore intoccabile”, “va rispettato, non si tocca, qualunque colore, qualunque estrazione sociale, qualunque grado di ricchezza abbia”.

L’invito è quello di guardare l’uomo, aldilà di come si mostra, come essere che va salvaguardato. Nel mondo ci sono sicuramente più di trentasei giusti che salvaguardano gli uomini: pensiamo a tutti coloro che ogni giorno salvano la vita dei profughi in mare, o a coloro che combattono la criminalità organizzata o a chi combatte la povertà e la fame. Ognuno di noi può essere un giusto nel proprio piccolo, “ponendo dei paletti alle nostre azioni”, cercando di non essere passivi alle piccole e grandi tragedie che la storia ci pone costantemente davanti.

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