Attualità & Territorio

Il Virgilio non molla

di Marcello Martignetti

“La Buona Scuola cambierà il modo di fare scuola in Italia,” declamava il Ministro dell’Istruzione Giannini nell’ormai lontano maggio 2015. Eppure numerose scuole, docenti, personale A.T.A. e organi di varia natura ed estrazione non hanno apprezzato la tanto acclamata riforma.

IMG-20151018-WA0006In un’ottica generale, la legge 107 ha come capisaldi l’inserimento dell’alternanza scuola-lavoro nei licei, l’aumento dei fondi per “l’abbellimento” degli edifici scolastici (a scapito dei fondi per la manutenzione), un power-up per il preside che da reggente dell’istituto diventa un vero e proprio manager (o sceriffo, come definito da alcuni giornali), oltre che un sistema puramente clientelistico basato sullo smisurato potere del preside stesso, che infatti potrà spostare a proprio piacimento i docenti da una sede ad un’altra fino a modificare le loro retribuzioni. Sarà inoltre abolito il percorso d’esame, la cosiddetta tesina, unico metodo per agevolare lo studente all’esame di stato.

In questo panorama catastrofico, l’I.I.S. “Virgilio” di San Giorgio del Sannio non tace, ma cerca di rispondere al fuoco con il fuoco. Con nuove metodologie, la rappresentanza cerca metodi per arrivare alla popolazione studentesca fino alle istituzioni. Nella giornata del 9 ottobre è stato un corteo ad alimentare lo spirito ruggente degli studenti, che hanno urlato a gran voce il loro dissenso, mentre nella giornata del 17 ottobre una piazza tematica ha inscenato una parodia avente come protagonisti la riforma e il governo.

IMG-20151018-WA0011Il flash-mob era così strutturato: prima in una marcia funebre, dove la Buona Scuola era rappresentata da una bara portata a spalla da un gruppo di studenti e dalla quale, posata a terra, sono stati estratti cartelli con le scritte “Scuola”,  “Lavoro”,  successivamente bruciate per riprodurre simbolicamente l’effetto della riforma. A seguire un piccolo sketch comico messo in scena da due giovani attori, Luca Centrella ed Evelina Voli, autori a trecentosessanta gradi dell’intermezzo satirico. Il tutto è terminato con la spettacolare caduta di uno striscione e l’accensione di numerosi fumogeni; sullo striscione era riportata la scritta “Il Virgilio non molla”.

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