Lavoro, Marketing & Economia

E poi c’è Favij

di Simona Politano

Chi è Favij? Se non lo conoscete ci sono due probabilità:

1) non siete degli appassionati di You Tube;

2) non avete fratelli, nipoti o cugini adolescenti.

Se invece navigate nel tubo come dei forsennati o avete adolescenti in casa, allora almeno una volta vi siete imbattuti nel personaggio in questione.

Nel caso contrario, vi faccio un breve racconto della sua storia.

All’anagrafe Lorenzo Ostuni, torinese di venti anni, diplomato in informatica. Da queste poche parole sembrerebbe un ragazzo come tanti. E invece no, altrimenti non starei qui a parlarne.

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Lorenzo si appassiona ai videogames sin dall’adolescenza, è molto introverso, non va bene a scuola e ha dei problemi ad approcciarsi con le ragazze. D’accordo direte, anche fin qui nulla di nuovo. Cosa ha reso famoso il timido ragazzo torinese? Semplice: ha unito “ il dilettevole all’utile” con un pizzico di furbizia.
Tutto inizia a 14 anni, quando con un paio di amici (Nicholas e Luca) decide di aprire un canale You Tube (TheSharedGaming) per condividere commentary di videogiochi con gli appassionati del settore (che sono tanti!). Ad un tratto, gli amici, che dimostrano di avere anche un po’ di vita sociale, partono per le vacanze lasciando Lorenzo solo soletto a casa. Lorenzo che di furbizia ne ha da vendere, inizia a gestire da solo il canale e inaugura una rubrica tutta nuova dedicata ai videogames horror. E bum! Di botto aumentano le visualizzazioni e molti utenti si dimostrano appassionati alla sua rubrica. Il caro Lorenzo deve aver fiutato puzza di affari, pianta in asso i suoi amici e apre un canale tutto suo chiamandolo “Favij TV” e mentre cerca di impegnarsi nella scuola e con le ragazze, s’impegna ancora di più con i videogames.

Gioca a tutti i videogiochi possibili ed immaginabili, monta e carica video a go-go (sponsorizzando i videogames), impiega almeno 5 ore al giorno per curare il suo canale. Insomma prende questa passione come un vero e proprio lavoro. E poco importa se non riesce a studiare né a rimorchiare, l’importante è fare video e postarli su You Tube come se non ci fosse un domani. Ad un tratto la mitica Panini gli pubblica un album di figurine e diciamolo: se la tua faccia è su una figurina, allora sei famoso!

FA2Lorenzo ha anche un bel numero di fan che incontra nei raduni sparsi per l’Italia e scrive un libro. Sì, non avete letto male, scrive un libro sulla sua vita (“Sotto le cuffie” da cui ho tratto la sua storia).

Nel 2014, vince il “Googlebutton” un trofeo per gli Youtuber che raggiungono il traguardo di 1.000.000 di iscritti. Poco dopo, partecipa agli MTV Digital Days, incontrando artisti famosi in tutto il mondo.

Oggi, Lorenzo, o meglio Favij ha raggiunto i 2.000.000 di iscritti e ha persino girato un film “Game Therapy”,  nelle sale da ottobre 2015. Per la serie: il libro non bastava, il prossimo passò sarà una saga dedicata. Insomma, il timido Lorenzo ce l’ha fatta a diventare una celebrità.

Come ha fatto ad avere tutto questo successo?

Osservando il “fenomeno Favij” con gli occhi del marketing e della comunicazione, gli ingredienti per avere successo ci sono tutti:

  • ha individuato e intercettato il suo pubblico: ragazzi della sua età, che si rifugiano nel mondo virtuale per evadere da una realtà a volte “complicata”;
  • usa un linguaggio spontaneo e colorito, tipico degli adolescenti;
  • utilizza precise formule di apertura e chiusura dei video, invitando sempre gli utenti ad iscriversi al canale, condividere e mettere mi piace alle sue pagine social;
  • ha una personalità che piace un po’ a tutti: è simpatico, impacciato e a volte ancora insicuro. Sembra che ancora non abbia capito cosa gli stia succedendo (sembra!). Potrebbe essere il migliore amico che tutti vorrebbero;
  • è costante: una qualità indispensabile per avere successo. Pubblica un video al giorno da cinque anni dando ai suoi utenti contenuti sempre nuovi;
  • è storyteller di se stesso, racconta la sua vita (anche quella privata) tenendo aggiornati i suoi fan;
  • nella sua ingenuità (ci crediamo?) è riuscito a dar vita ad un vero e proprio marchio fatto da cuffie e microfono.

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Insomma, ha saputo vendersi. Per gli addetti ai lavori ha puntato molto sul personal branding. Quanto di spontaneo o poco costruito ci sia in questa storia, resta un dubbio plausibile.

Una curiosità: sapete perché ha scelto Favij come nome d’arte? Era il nickname di un personaggio di un gioco in cui si era imbattuto in tempi non sospetti. Un’altra curiosità per gli appassionati della “cronaca rosa”: finalmente ha trovato la fidanzata.

Che ne è stato dei suoi due amici con i quali aveva aperto il primo canale You Tube? Non c’è dato sapere.

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