Lavoro, Marketing & Economia

Italia e turismo: numeri e potenzialità del patrimonio artistico culturale italiano

di Vincenzo Raffa

Il turismo sostenibile per rilanciare il sud

“L’Italia è un museo a cielo aperto!”, “Potremmo vivere solo di turismo!”, “Le opere d’arte che abbiamo noi non le ha nessun altro nel mondo!”, “Siamo la nazione col maggior numero di siti inclusi nel patrimonio dell’Unesco!”. Quante volte avete sentito pronunciare queste frasi? Ma, soprattutto, vi siete mai chiesti quanto siano vere queste affermazioni?

Nella classifica delle nazioni più visitate al mondo da turisti internazionali l’Italia è al quinto posto con 48,6 mln di arrivi nel solo 2014 (+1,8% rispetto al 2013) ed al settimo posto per introiti con 45,5 mld (+3,7% rispetto al 2013). Il trend, dunque, è positivo.

L’impatto di viaggi e turismo sull’economia italiana è di 162,7 miliardi di euro (impatto dell’economia allargata del settore turistico sul Prodotto Interno Lordo); l’incidenza sul pil è del 10,1%; l’occupazione nel settore turistico è di  2.553.000 unità (occupati diretti e indiretti); l’incidenza sull’intera occupazione nazionale dell11,4%.

none Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini è convinto che il turismo sia un volano determinante per il rilancio del Paese e che i numeri sono destinati a crescere ancora in maniera esponenziale. In questi giorni, dal 1 al 3 ottobre, parteciperà agli stati generali del turismo sostenibile che si terranno presso il Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, a Napoli.

Ha già dichiarato che: «Il turismo è la chiave della crescita del Paese. Da noi il turismo internazionale continuerà ad aumentare in modo sensibile. Dobbiamo essere pronti a governare il fenomeno, altrimenti ci troveremo con pullman di visitatori che vogliono solo andare negli ipermercati o visitare i centri storici di Venezia, Firenze e Roma, con il paradosso che alcune città d’arte esploderanno e nei luoghi del Mezzogiorno altrettanto belli andranno in pochi. Dobbiamo moltiplicare l’offerta e avere come obiettivo un turismo di qualità e compatibile, che mescola le eccellenze artistiche con quelle del paesaggio, enogastronomiche, della moda. Punto a un target alto, che non significa di nicchia. Per questo bisogna valorizzare i borghi abbandonati, le ferrovie storiche, ripristinare i cammini come la via Appia, creare percorsi ciclabili e motoristici».

Il ministro è convinto che attraverso il potenziamento della rete dei trasporti, la valorizzazione e il recupero di luoghi abbandonati e delle aree marginali l’Italia può ambire al primo posto tra i luoghi più visitati. Infatti, in particolare nel sud Italia la mancanza di infrastrutture e la difficoltà dei collegamenti rende luoghi incantevoli mete proibite.

Per Pompei è stato ipotizzato un collegamento sia con l’alta velocità che portuale, con le grandi navi. E si prevede che per favorire la creazione di percorsi pedonali, ciclabili, moto turistici e ferroviari vengano riutilizzate vecchi immobili pubblici abbandonati da trasformare in alberghi, ostelli, fari. Questi verranno dati in uso gratuito ad associazioni costituite da giovani con non più di 40 anni. A proposito delle case cantoniere dichiara : “stiamo valutando di andare oltre il sistema creato dall’Art bonus. Questa settimana avremo un incontro con Demanio e Anas per approfondire il progetto. Quello delle case cantoniere è un brand formidabile e poiché sono tante e spesso in posti fantastici, l’idea è di metterle a gara, come abbiamo fatto nei mesi scorsi per alcuni fari: se ci sono privati che vorranno investire, faremo un bando pubblico. D’altra parte il nostro ruolo, come Stato, non è di gestire il bene, ma di delineare una strategia di fondo, creare la domanda turistica e aiutare le imprese nella risposta». Il mercato si dimostra interessato ed il turismo sostenibile non è solo etico, ma anche redditizio. Nel Regno Unito hanno calcolato che 1£ spesa in attività culturali genera 1,60£ spese in altre attività economiche.

Gli investimenti nel settore turistico hanno grandi potenzialità che vanno sfruttate fino in fondo, soprattutto al sud.

Fonti

Antonello Cherchi – Il Sole 24 Ore

Enit

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