Attualità & Territorio

Conversannio, la città che voglio è possibile?

di Silvia Martignetti

“Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure.”

Si è aperta con una citazione a Italo Calvino “Conversannio”, iniziativa tenutasi il due e il tre ottobre partorita dall’associazione Demoslab e da Futuridea – Innovazione utile e sostenibile. Il progetto, patrocinato dall’Università degli Studi del Sannio, ha posto alla eterogenea e variegata cittadinanza beneventana l’unico, impegnativo quesito “Tu che città vuoi?” Sfida presto raccolta dalla realtà cittadina e associativa sannita, che ha prontamente risposto all’appello aderendo entusiasticamente all’iniziativa.

conversannioDue giorni di intensa attività hanno difatti animato Palazzo Paolo V di un fervore inedito emanato dai numerosi attivisti accorsi a raccontare, esporre, dipingere il sogno di una città che non esiste. Non ancora, perlomeno. Impossibile non notare la superiorità numerica dei giovani al di sotto dei trent’anni, una presenza che allo stereotipo del giovane esule, itinerante, alla ricerca di opportunità oppone la volizione della generazione Y, troppo spesso accusata di abbandonarsi a facili lassismi, di impegnarsi attivamente sul territorio affinché il Sannio si trasformi una regione a misura di under 30. Gli interventi, della durata massima di sette minuti, si sono susseguiti sul palco con frenesia, esibendo con orgoglio i risultati di progetti, iniziative, piani e proposte di recupero innovative, originali, immaginative, testimonianza della volontà di vivere di una città che non vuole morire e non si rassegna all’incuria e al silenzio.

Se nella prima giornata hanno inaugurato la discussione i temi dell’istruzione e del commercio, la seconda è stata caratterizzata da un’ancora più intensa attività: appuntamento alle 10,00 per avanzare proposte su agricoltura, sviluppo e innovazione, poi riapertura delle danze alle 17,00 per affrontare lo spinoso argomento del turismo e dei beni culturali. La comicità di Valerio Vestoso, autore di una surreale intervista a un paradossale candidato sindaco di Benevento che vuole arricchirla di aeroporti e altre amene inutilità, introduce il segmento finale, “La città che voglio”: un ampio raccoglitore all’interno del quale cittadini singoli e gruppi di volontari hanno potuto tratteggiare, nei limiti temporali, la loro visione del capoluogo sannita e gli obiettivi che perseguono strenuamente.

12096390_190284544636251_594018665466968903_n“Non c’è bisogno di inventarsi nulla,” è il sunto delle conclusioni di tutti. Benevento è ricca di storia, di cultura, di opportunità sprecate ma potenzialità sfruttate da chi, in questa “città invisibile”, vuole davvero fare la differenza. Manca la collaborazione, ma emergono gli sprazzi di una volontà di convergere, creare una sinergia creativa e organizzativa. Combattere il degrado, gli sprechi, trasformare l’abuso di luoghi abbandonati in uso fruttuoso, restituire significato ai monumenti simbolo della città e aprire alla cultura in ogni sua forma: battaglie che si è pronti a combattere, ma non da soli. Non sono mancate, infatti, le critiche a una politica poco recettiva, che non dialoga ma si chiude dietro un comunicato stampa, che necessita al più presto un cambio di prospettiva per aiutare a valorizzare il territorio e chi lo abita, lo vive, lo arricchisce.

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