Attualità & Territorio

Lo strano caso dell’area ex poste

di Alessandro Bosco

Ricordate le vecchie Poste e Telecomunicazioni? Quell’edificio abbandonato vicino alla statua dell’Emigrante? E’ stato abbattuto.

Si sa perché, non si sa bene come e ormai si dimentica quando, ma sicuramente è stato abbattuto. Ora, come spesso ci si diverte a far notare, l’area è in preda alla desolazione e con lei un intero settore urbano. Un settore urbano che per la sua centralità potrebbe diffondere vitalità a tutto il paese proprio valorizzando quei 1200 metri quadrati. Ma il Comune non si è fatto attendere troppo e preso da una rinnovata voglia di fare, particolarmente frenetica nell’ultimo anno, ha indetto non uno ma ben due bandi per sistemare l’area.

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Il primo risale a gennaio 2015. Vago, breve e probabilmente incompleto, scade a marzo e concede grande libertà alle proposte delle imprese concorrenti. A partecipare è solo una ditta locale. Ma a Giuseppe Vultaggio, giovane architetto sangiorgese e curatore del progetto, tocca veder bocciata l’unica proposta presentata: la costruzione di una ludoteca per bambini successiva alla totale sistemazione dell’area. Il perché? Pare che il Comune, anche se non specificato, non gradisse strutture inamovibili.

Secondo bando: pubblicato a fine luglio e dalla opinabile durata di poco più di due settimane, risulta molto più sicuro di sé. Il Comune adesso vuole una casa dell’acqua e dichiara nero su bianco che tutti i costi dovranno essere coperti dal privato. Finalmente vengono affidati i lavori. Una ditta di Molinara raccoglie l’impegno di sistemare l’area, installare un distributore di acqua purificata e gestire la manutenzione. Il tutto a proprie spese. A che pro? La ditta potrà riscuotere tutti i proventi del distributore.

Arrivati a questo punto quindi i più dovrebbero essere contenti, se i temi fossero davvero la sporcizia e l’abbandono, o più semplicemente, se il tema fosse l’emergenza: il Comune ha affrontato l’emergenza e l’ha risolta alla grande! Ma credo purtroppo che non sia così e soprattutto che il tema non fosse questo.

Abbiamo a che fare con un problema-opportunità molto più grande invece: la reale riqualificazione urbana. E per riqualificazione urbana va inteso un progetto a lungo termine che, più che rattoppare, studi bene l’area nel suo complesso, la comprenda in relazione ad un intero settore urbano e cerchi quindi di lanciarne la funzione catalizzatrice.

Immagine2E probabilmente il progetto di Vultaggio partiva proprio da queste considerazioni . La ludoteca, infatti, deriva da uno studio e una riflessione che hanno portato l’architetto all’ovvia ma a quanto pare non banale constatazione dell’assenza di semplici giostre sull’intero territorio comunale. Da qui l’idea di un area interamente dedicata ai più piccoli, vera catalizzatrice di flussi cittadini e non, punto di riferimento per il quartiere e il paese. Un’idea accompagnata da dati, relazioni, progetti grafici e un computo metrico che illustra passo passo i singoli e necessari interventi con i relativi costi per rivalorizzare l’area. Il tutto all’insegna di un’unica mission: riqualificare con un intervento intelligente. Non nascondere la polvere sotto al tappeto, quindi, ma risolvere i problemi.

A che pro stavolta? La ditta locale si sarebbe riservata il diritto di gestire il punto ristoro interno alla ludoteca per rientrare nei 170.000 euro preventivati e, perché no, guadagnarci poi anche qualcosa.

E questo diritto avrebbe dovuto rappresentare una garanzia non solo per gli investitori ma anche per gli appaltatori, già muniti di progetto e preventivo, certi quindi di un lavoro con i fiocchi. Possiamo dire la stessa cosa oggi? Esiste un computo metrico preciso che illustri come verrà risistemata l’area? Perché, sapendo di guadagnare probabilmente spiccioli da una casa dell’acqua, dovrei investire in una nuova recinzione, in un intervento sul suolo, in nuovi alberi, in giostre e panchine? Possiamo essere certi che l’area verrà sistemata come si deve?

Attendendo risposte e l’inizio dei lavori auguriamo una funesta parabola a queste perplessità. Nel frattempo, però, divertiamoci pure a segnalare la sporcizia e lo stato di abbandono, divertiamoci a filmare e denunciare. Ma poi immaginiamoci anche amministratori per una volta. E io cosa farei? La critica è giusta, l’approccio probabilmente no. Chi non è in campagna elettorale si diverta ad affrontare i problemi e a difendere delle soluzioni piuttosto che a creare emergenze e allarmismi che spesso possono rafforzare un’amministrazione invece che metterne in dubbio le qualità.

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