Attualità & Territorio

Alto Calore, acqua e guai

La redazione

Da tempo i paesi del Sannio e dell’avellinese soffrono di un grave problema idrico. La questione è ormai nota e tutti hanno il dente avvelenato contro le amministrazioni dei propri paesi e la società erogatrice di acqua, vale a dire Alto Calore Servizi. Quello che molti non sanno è che tale società non adempie ai suoi compiti regolarmente. Pare che Alto Calore, presieduta dall’amministratore delegato Lello De Stefano (dipendente Telecom), consenta ad alcuni utenti di non pagare il servizio. Come è possibile? Tutto ebbe inizio lo scorso novembre, quando le temperature molto basse provocarono la rottura di circa 3000 contatori. La società Alto Calore si apprestò a sostituire momentaneamente i contatori guasti con “tronchetti” o “flessibili”. Questi ultimi non sono altro che tubi di gomma che garantiscono l’erogazione dell’acqua all’utente fino a quando non è disponibile un nuovo contatore. In questo periodo, l’acqua non è pagata. E fin qui tutto bene se solo Alto Calore si fosse apprestata a sostituire i contatori guasti in breve tempo. Ma non è andata così.

Due mesi dopo i guasti, alcuni dirigenti dell’azienda chiesero ai tecnici quante tubazioni dirette fossero state installate. Tutti nell’azienda sapevano quindi di utenti che continuavano a servirsi dell’acqua senza pagare le bollette (o solo versando una cifra simbolica). A maggio 2015 furono ancora montate oltre 1000 “tubazioni dirette”. alto caloreQuesto si tradusse in utenti non paganti e autorizzati dalla stessa società. Ad agosto 2015, si contarono altri 1000 tronchetti allacciati al posto dei contatori ad “ignari utenti fortunati”.

Se vi state chiedendo perché ACS continua a montare tronchetti anziché contatori, la risposta data da De Stefano è una sola: “Mancano i soldi per acquistare i contatori”. Dunque, una società erogatrice di acqua si fa mancare i contatori, unica fonte dalla quale può ricavare guadagno per fronteggiare le svariate rotture che quest’anno hanno interessato la nostra zona, lasciandoci a secco per giorni. C’è da dire che se i soldi per i contatori mancano (€ 25,00 ognuno), non scarseggiano per acquistare un software per la gestione del personale (€ 37.650,00) e per noleggiare da Telecom dei satellitari da installare sulle auto (€ 20.000,00). De Stefano invita la cittadinanza ad un uso parsimonioso dell’acqua per fronteggiare la crisi idrica. Avverte inoltre che una delle cause di questa crisi sono proprio “ gli allacciamenti anomali”. Ricordiamo che questi ultimi sono autorizzati dalla stessa ACS.

Insomma un’amministrazione che fa acqua da tutte le parti tranne che nelle nostre case.

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