Musica

LiveWire – Afterhours

di Antonio Bosco

06-ilariamagliocchettilombi_mail-601x400

L’inferno è vivere da re,
Senz’essere stati mai se stessi
Ma niente lacera di più
Niente può far male più
Non più di essere me stesso.
E io so chi sono.

Con le parole di questo pezzo “a cappella”, Manuel Agnelli fa il suo ingresso al teatro Manzoni di Bologna il 13 di Febbraio. Parole che sembrano sintesi di quella che è la chiave principale di tutto lo show del gruppo milanese e che verrà ripresa in diverse fasi: l’identità personale. Un tema che gli Afterhours sono stati in grado di affrontare brillantemente in Padania, senza dubbio uno degli album più intriganti ed intelligenti del complesso. Ed è proprio da Padania che arriva il primo brano interpretato full band sul palco, ovvero “Spreca una vita”:

Oh bimbo, le cose che hai visto non bastano più,
Oh piccino, diventa ciò che sei.
Diventa ciò che sei: adesso sei un uomo.”

Bisogna ricercare ed accettare se stessi, dunque, pur cambiando inesorabilmente? Poi è la volta di “Costruire per distruggere”, ancora una volta da Padania, che riesce a raggiungere un picco emotivo e qualitativo, seguita dalla lettura di “Odio gli Indifferenti” di Antonio Gramsci da parte di Manuel Agnelli, idea capace di muovere gli animi del pubblico in un’unica direzione. Sono passati meno di venti minuti ed è evidente già che lo show riserverà più di una sorpresa.

Arriva il primo momento musicalmente importante, nel quale vengono eseguiti pezzi vecchi che trasformano in rabbia e in arrangiamenti forti ciò che è stato finora, ovvero Sulle labbra e Il sangue di giuda, seguite a ruota da una cover di A place to be di Nick Drake. Le tre ore e passa di concerto scorrono in un mix di musica e letteratura, creando una piacevolissima atmosfera da “teatro”; si prosegue infatti con una toccante lettura di un brano tratto da Petrolio, di Pasolini, da accapponare la pelle. Sembra che gli Afterhours stiano cercando una nuova identità, un distaccamento da ciò che conoscevamo. Ma non bisogna cancellare ciò che sono stati, ed ecco che partono Baby Fiducia (pezzo eseguito da loro in live molto raramente, e a ragione, dato che l’arrangiamento non convince per niente) e Ballata per la mia piccola iena. Lo schema della serata inizia ad essere ben chiaro.

Di rilevanza appare ancora la lettura del brano “Moloch” tratto da L’Urlo di Allen Ginsberg, e tra altri estratti da Padania e La Sottile Linea Bianca (della quale tengo a sottolineare l’esecuzione rappresentando uno dei miei pezzi preferiti), si conclude il main set della serata, nel quale gli Afterhours ci hanno dimostrato di sapere chi sono, e anche bene. Si apre il secondo set, nel quale ci dimostrano di sapere bene anche chi sono stati: le letture e i brani di Padania finiscono ed inizia un’esecuzione di classiconi del gruppo. Tra Bianca, Ossigeno, Ci Sono Molti Modi e Posso Avere il tuo Deserto c’è anche altro che spicca agli occhi di un buon osservatore: in primis l’assenza di brani da Hai paura del buio?, del quale si era appena concluso il tour-anniversario; l’esecuzione di una cover di Lilac Wine, scritta da James Shelton ma famosa in tutto il mondo nella versione di Jeff Buckley. Altro momento topico è l’esecuzione di “Non è per sempre”, durante la quale il pubblico si alza per accogliere i musicisti che, con strumenti acustici, scendono in platea. L’esecuzione di “Inside Marylin Three Times” dall’album DuringChristine’s Sleep è la ciliegina sulla torta, una torta a più strati diversi che possono piacere o non piacere, con un’evidenza che però salta all’occhio: gli Afterhours di Hai Paura del Buio sono finiti, gli Afterhours incazzati sono diventati introspettivi, gli Afterhours non sono più quelli di una volta. Come tutti i grandi artisti non smettono mai di evolversi, di migliorarsi, senza la paura di “mancare il bersaglio”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...