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Intervista a Michele Raffa: perché “Energia è Sviluppo”?

Intervista a Michele Raffa, autore di “Energia è Sviluppo”.

Il libro sarà presentato alla sede del Forum dei Giovani il 27 giugno alle ore 18,30.

I: Quando è nata l’idea di scrivere questo libro?

MR: L’idea è nata dalle esperienze che ho maturato nel corso degli anni sui temi della creazione di imprese e dello sviluppo locale, che mi hanno portato a ritenere che i cambiamenti di mercato e di tecnologia, se interpretati nel modo giusto e utilizzati per valorizzare risorse (naturali, umane, finanziarie) presenti sul territorio, sembrano aprire maggiori spazi di crescita autonoma delle aree finora considerate marginali (e/o povere). Le possibilità di colmare o ridurre le differenze rispetto alle aree centrali (e/o ricche) appaiono meno legate che in passato alla sola capacità di attrarre le imprese esterne con incentivi finanziari e sono più influenzate anche dalla capacità di valorizzare i capitali, naturale, umano, finanziario, presenti sul territorio.

I: Perché hai voluto scrivere questo libro?

MR: Il futuro di un territorio è nelle mani dei cittadini, degli imprenditori e degli amministratori che ci vivono. Essi sono consumatori, produttori e gestori condizionati e limitati dalle politiche e dalle scelte dei governi, ma pur sempre in grado di valorizzare autonomamente (con risorse umane e finanziarie interne) le proprie risorse naturali, che possono produrre ricchezza e sviluppo. Ho scritto questo libro perché:

  • gli amministratori possano avere le metodologie per progettare uno sviluppo autosostenibile e per creare le condizioni per conseguirlo, rimuovendo ostacoli e creando facilitazioni;
  • gli imprenditori possano avere gli strumenti per valutare le opportunità di investire in progetti di produzione e distribuzione locale dell’energia ottenuta, prevalentemente, da impianti alimentati da fonti rinnovabili;
  • i cittadini possano avere informazioni per indirizzare le loro scelte di consumatori, risparmiatori, imprenditori e lavoratori verso sistemi di prodotti, servizi e tecnologie considerate in linea con lo sviluppo sostenibile.

I: Perché così tanta attenzione verso lo sviluppo locale?

MR: Sviluppo locale significa crescita economica e sociale e miglioramento della qualità della vita dei cittadini di oggi, senza pregiudicare quella delle generazioni future. Ricercare uno sviluppo che sia sostenibile significa incentrare l’attenzione sulle regole di costruzione del territorio, inserirendo nei progetti territoriali (urbani, architettonici, socioeconomici) requisiti, variabili, limiti che producono di per sé insediamento ad alta qualità ambientale, senza necessità di disinquinare, trasferire rifiuti, restaurare ecosistemi, fare riserve di natura, di storia. In sostanza senza necessità di sostenere. La sostenibilità si risolve in modelli di sviluppo che si autosostengono senza bisogno di aggiunte alcune.

La definizione di sviluppo locale autosostenibile che risponde a questo obiettivo è nata in opposizione a definizioni tecnicistiche di sostenibilità. Risulta improbabile, infatti, un modello di sviluppo che deve essere sostenuto tecnicamente dall’esterno con divieti, vincoli, norme, tasse, impianti, macchinari e continue opere di bonifica e restauro ambientale. Senza sostegno questo modello entra in crisi dal momento che le sue leggi di crescita producono incessantemente e in forma cumulativa squilibri, degrado, limitazione di risorse.

I: Cosa si intende per “Energia è Sviluppo”?

MR: La produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica possono essere per un territorio un volano determinante per lo sviluppo economico e sociale autosostenibile. Saranno in grado, nei prossimi anni, di attrarre di capitali in linea con i principi dell’autosostenibilità, focalizzati sulla valorizzazione delle risorse umane e delle risorse finanziarie locali.

I: Buona amministrazione, imprese e fonti rinnovabili: quali sono le possibilità? E i limiti?

MR: La presenza su un territorio di fonti energetiche rinnovabili (sole, vento, acqua, biomassa, geotermia) che si possono utilizzare e valorizzare economicamente è in grado di produrre ricchezza tale da giustificare un progetto di sviluppo locale autosostenibile. Il progetto deve essere avviato e promosso dalle amministrazioni locali e dovrà contenere le sezioni di opportunità/investimenti destinati ad attirare, da un lato, i flussi di investimenti internazionali, dall’altro capitali e, soprattutto, i risparmi locali. Realizzare gli investimenti con capitali e risparmi locali significa che gran parte della ricchezza prodotta con la valorizzazione delle risorse naturali locali resterà sul territorio e potrà essere utilizzata per crearne altra nello stesso settore o negli altri tradizionali.

I: Qual è il ruolo dei cittadini? Possono diventare anche loro artefici dello sviluppo locale?

MR: La partecipazione attiva dei cittadini ai processi di consumo consapevole e di produzione da FER sviluppa il mercato delle nuove e più efficienti soluzioni per risparmiare e produrre energia. Investendo per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione si ottiene un minore consumo (risparmio energetico passivo). Investendo per installare impianti per generare energia elettrica o calore alimentati da fonti rinnovabili si avrà una minore spesa per l’acquisto (risparmio energetico attivo).

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