Cultura & Intrattenimento

Il primo articolo che si recita

di Vincenzo Politano

Sentiti attore per un istante: leggilo come vuoi e con chi vuoi

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È la prima volta che provo a scrivere per il teatro. Ed è venuto fuori questo. Non voglio mostrarvi le mie abilità (o limiti) nella scrittura, voglio solo farvi vivere una situazione teatrale.

Ottobre come settembre

Scena prima

– È arrivata l’alba.

– Ricordi? “È metallica”. Amore. Amore, ma non ti ricordi di me e te, e quell’alba? Stavamo seduti su quella panchina verde all’angolo e tu…

– Andiamocene via da qui.

– Continueremo a scappare… a girare in tondo per non parlarne?

– Ti prego… riprenditi! Poggia a terra questo bicchiere. Ora non è il momento.

– Non voglio riprendermi! Non sei tu a dirmi cosa fare.

– Siediti qui e ascoltami. Ora devi ascoltarmi! Qui non passano taxi, dobbiamo fare chilometri per andarcene via.

– Ti ho affittato il mio cuore. Ma è stato inutile e ora parliamo di cose senza senso. Cosa devi dirmi? Mi parli degli amori che hai avuto e di quelli con cui hai scopato e goduto. Dimmelo senza mezzi termini! Dove vuoi arrivare?

– Ora a casa. Alzati e andiamo.

– Chi ti sei fottuto? Ti è piaciuto? Magari sì. Sì, sì, certo, ti è anche piaciuto!

– Sei totalmente persa. Ho sbagliato. Sbaglio in continuazione. Finiamola qui.

– E tutte le promesse che mi avevi fatto? Dove cazzo sono finite? Amore. Fermati. Non correre.

– Non siamo mai stati insieme. Sei psicopatica. Basta… ora lasciami andare.

– No. Scusa. Scusa. Scusa. Amore è tutta colpa del vino. Non abbandonarmi nei miei deserti d’alcol.

Quello che avete letto è ciò che spesso gli attori si trovano di fronte: un copione. Ognuno di voi avrà immaginato una situazione, un tono, un’intenzione nelle parole di ogni battuta. Siete sicuri che sia proprio quello il modo giusto di immaginarsi le cose? Magari a primo impatto vi sarete immaginati una donna sbronza ed un uomo particolarmente stronzo. Una donna isterica e arrabbiata ed un uomo freddo. E se invece la donna pronunciasse tutte quelle parole piangendo, o con una dolcezza malinconica. E se l’uomo non fosse duro, ma semplicemente realista. Magari anche sofferente nel suo essere sincero con la donna che da sempre lo ha amato. E poi i due personaggi parlano in maniera intima o sono entrambi sulla difensiva? Sono adolescenti o adulti? Queste sono tutte domande che un teatrante deve assolutamente porsi prima di “creare” un personaggio.

Dietro ogni frase c’è una storia, e tocca proprio all’attore scoprirla e partorirla.

Grazie a L’orso alla loro “Ottobre come settembre” per avermi ispirato.

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