Natura & Ambiente

Le droghe vegetali

di Giovanni Fallarino

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Droghe vegetali. A cosa state pensando? Be’, di sicuro non a ciò di cui sto parlando. Cosa sono le droghe vegetali? Vi ricordate di cosa abbiamo parlato nelle precedenti pubblicazioni? Metaboliti secondari e principi attivi ecc., ecc… be’, le droghe vegetali sono i mezzi di cui noi esseri umani usufruiamo per assimilare il bene e il male che una pianta ha da offrirci. Detto semplicemente, una droga vegetale non è altro che la parte della pianta che assumiamo e consumiamo. Secondo la Farmacopea Ufficiale le droghe vegetali sono “essenzialmente piante intere, frammentate o tagliate, parti di piante, alghe, funghi, licheni in uno stato non trattato, generalmente in forma essiccata, ma talvolta fresche”.

Le droghe vegetali sono di molteplice provenienza, come vediamo scritto in Farmacopea, infatti non si parla solo di piante, ma anche di funghi, alghe e licheni (simbiosi tra un fungo ed un’alga). Prendiamo come esempio la Claviceps purpurea, o anche detta “segale cornuta”. La droga di questo complesso non è la segale (pianta appartenente alla fam. delle Graminaceae) ma un suo fungo patogeno della specie Claviceps (fam. Clavicipetaceae) e del genere Purpurea che durante il periodo invernale assume una consistenza particolarmente dura, creando un grosso intreccio di ife attorno a se stesso per potersi proteggere dal freddo. Questo viene separato dalla pianta e da esso si estraggono una serie di alcaloidi dai molteplici usi, come l’ergotamina e l’ergometrina. Cosa interessante è che da questa struttura si estrae anche una certa quota di acido D – lisergico, più comunemente noto come LSD.

Immagine2L’LSD è l’allucinogeno più potente al mondo e quello più diffuso ed abusato. Ha forte azione sul SNC (sistema nervoso centrale). Con questo esempio, oltre che stuzzicare leggermente i vostri animi, ho anche indirettamente affermato che le droghe vegetali hanno numerose provenienze. Conosciamo droghe organizzate e non organizzate.

Le droghe organizzate sono radici, fusti, fiori, foglie, frutti e semi e sono facili da procurarsi, basta effettivamente farsi un giro nei campi e cogliere un po’ di piantine qua e là. Conoscendo le loro proprietà e magari essicandole, si può procedere a varie preparazioni di “somministrazione” della droghe, come ad esempio infusi, tisane, decotti, impacchi, ecc. Le droghe non organizzate invece sono elaborati vegetali, fisiologici o patologici (liquidi, molli o solidi) che non hanno prevalente struttura cellulare. Un esempio di droga vegetale è la Claviceps purpurea, oppure l’oppio (latice essiccato del Papaversomniferum). Solitamente queste droghe non vengono usate […] tal quali, come nel caso di quelle organizzate, anzi vengono spesso sottoposte ad estrazioni con solventi come etanolo, metanolo, glicerolo, cloroformio, ecc.

Senza entrare troppo in dettaglio elencando ogni singola droga, che sia organizzata o meno, vi spiegherò come effettuare una estrazione a casa vostra.
Sicuramente avrete sentito diecimilaottantasette volte almeno parlare di tisane, infusi e decotti. Ora vi spiegherò in dettaglio cosa sono, concludendo così questa prima parte delle mie pubblicazioni più introduttiva, per poi iniziare nelle prossime a parlarvi, per la vostra gioia, solo ed esclusivamente di piante! Premettiamo che i metodi di estrazione hanno lo scopo di estrarre dalla droga i principi attivi (solubili). A tale scopo la droga deve essere preparata prima di operare l’estrazione, riducendola ad un opportuno grado di finezza.

I decotti sono preparazioni liquide ottenute estemporaneamente facendo bollire in acqua le droghe sminuzzate, dalle quali si vogliono estrarre i principi attivi. Secondo farmacopea, per un decotto si impiegano 5 parti di droga per preparare 100 parti di decotto. Questa tecnica estrattiva si applica solitamente a tessuti compatti e poco permeabili come il legno, la corteccia, i semi e le radici.

Immagine3Es: Salix alba (salice)
Droga: corteccia (Salixcortex)
Si prende la giusta quantità di droga e la si immerge nell’acqua, anche prima dell’ebollizione, chiudendo al meglio il recipiente. Dal momento in cui l’acqua comincia ad evaporare si contano 10 minuti.

Gli infusi sono preparazioni liquide ottenute versando sulla droga, opportunamente preparata, acqua alla temperatura di ebollizione, mantenendo le due parti a contatto per tempi più o meno prolungati (dipende dal tipo di principio attivo). L’infuso, a differenza del decotto, si adopera nel caso in cui la droga utilizzata non sia dura come nel caso dei decotti, quindi quando abbiamo a che fare con fiori, foglie e ramoscelli. In questo caso non si copre il recipiente con un tappo.

Immagine4Es: Laurusnobilis (Alloro)
Droga: foglia (Laurusfolium)
Si sminuzzano le foglie di alloro e si mettono in un recipiente con acqua già in punto di ebollizione. Si mantiene in infusione per 8 – 10 minuti, poi si filtra.

Le tisane sono la forma farmaceutica più usata e più semplice tra le soluzioni estrattive estemporanee. Sono preparazioni acquose ottenute da più droghe (3 – 5 piante diverse).

Immagine5Es: tisana anti-inverno (Eucaliptus glabra, Malva officinalis, Thymusvulgaris: eucalipto, malva e timo)
Droga: foglie di eucalipto, radici, fiori e foglie di malva, foglie di timo.
Si prende la giusta quantità di droga (un cucchiaio) e la si immerge in acqua a temperatura di ebollizione. Dopo 10 minuti si filtra e si beve. Questa tisana è un vero e proprio toccasana per condizioni di raffreddore, mal di gola e “stress invernale” generale, infatti sappiamo che l’eucalipto è dotato di attività balsamica per le alte vie respiratorie, la malva è un ottimo espettorante e il timo ha azione di blando antimicrobico.

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