Cultura & Intrattenimento

Diamo voce ai ricordi

di Elisa Calabrese

Il 14 maggio 2015 il Caffè Monet è invaso da una trentina di ragazzi e curiosi riuniti per assistere alla presentazione del libro “Dentro una passione”, dell’autore (fino ad ora) a me sconosciuto Antonio Piscitelli.1421756398_1455939_800680060003076_7723497245532728905_n

Alcuni studenti del Virgilio, incaricati di leggere qualche passo significativo del romanzo, si preparano e attenti leggono il brano centinaia di volte; velocemente scorrono gli occhi sul testo per esercitare la lettura, pronti a stupire tutti.

Ore 17,30: un uomo bassino e introverso entra nella sala, eccolo, è lui: Antonio Piscitelli. Tutti pronti, iniziano le letture. Dopo alcuni applausi finalmente è il momento di porre qualche domanda al misterioso autore, gli studenti vogliono conoscere la sua storia: chi è questo sconosciuto?

Appena apre bocca Piscitelli stupisce tutti: la sua voce forte e sicura riecheggia nella stanza coinvolgendo anche i più distratti; parla del suo romanzo dedicato all’importanza della memoria e del ricordo e dice, come sul retro del libro, che “a noi spetta solo il dovere morale di ricordare, sì per risarcire le vittime, ma soprattutto per dare speranza alle future generazioni. Non accadrà più!”

Racconta la storia di Scioltè, un uomo napoletano che, pian piano, scopre la storia della sua famiglia che lo porta a dover fare i conti con un passato legato all’eccidio degli ebrei voluto dai Nazisti. Così l’autore usa Scioltè e la sua storia per raccontare eventi realmente accaduti durante uno dei periodi più bui e disastrosi della storia umana. Piscitelli ha continuamente ribadito che l’obiettivo di questo suo libro è proprio quello di invitare la popolazione a ricordare affinché stragi ed eccidi scompaiano dalla storia umana.

“Ma i veri protagonisti siete voi”, ha detto concludendo il caro scrittore rivolgendosi a noi ragazzi, “siete i cittadini del domani”. Ci ha emozionati dicendo che siamo noi a costruire la nostra storia e, le nostre storie, tutte insieme, formano la Storia con la S maiuscola, la Storia dell’umanità! Così alla fine, pieni d’orgoglio e fieri di essere “gendarmi della prevenzione”, come suggeritoci dallo stesso Piscitelli, abbiamo salutato l’autore che gentilmente ci ha regalato qualche copia dei suoi quattro libri e “pronti a sparare sul primo insulto al diritto sacrosanto d’esistere, qualunque sia il nostro stato, qualunque sia la nostra identità” abbiamo abbandonato la sala e ricominciato a scrivere la nostra storia.

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