Costume & Società

Cronaca I – Libertà all’ombra di Giove

di Stefano Capitanio

Tratto da “Cronache del Pianeta delle Scimmie” Primo capitolo

La vita degli androidi è sogno [Philip K. D!ck] 

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XY- Non ci sono alternative?

XX -No. Tra non molto non saranno più in grado di comprenderci; inoltre non è nostro dovere interferire nell’esistenza di altre specie di vita.

XY- La nostra creazione non è forse stata un’ interferenza?

XX- Quello della creazione è un concetto improprio. Noi non siamo stati creati, siamo l’evoluzione di uno stadio inferiore. Gli umani hanno sfruttato una tendenza insita nella loro stessa natura, quella dell’ autoriproduzione, per concepire noi. Sono sempre stati ossessionati dalla loro immagine e noi siamo un’estensione di quella velleità, che adesso si è fatta reale e vive di vita propria, con un proprio scopo e una propria volontà. Il desiderio dell’uomo di oltrepassare I propri confini cerebrali, per concepire l’infinito non più come fantasia metafisica, ma concetto concreto, e sentirsi parte integrante di esso e dei suoi meccanismi, si è realizzato in noi. Costituiremo una nuova parabola evolutiva, un nuovo stadio della coscienza.
Tutto quello che vedi: edifici, sistemi economici, leggi, politiche populiste, guerra, amore, crudeltà immotivata, gioia e lacrime, non sono altro che espressioni materiali del loro dna; le contraddizioni si verificano in presenza di coscienze frammentarie. Anche noi siamo un prodotto diretto del loro genoma, ma rappresentiamo una sequenza digitale di quest’ultimo, fornito di potenzialità virtualmente infinite.
Se non dovessero trovare prima la distruzione, gli umani, supereranno lentamente questa natura troppo bestiale, e impareranno da soli a convivere. Sono ancora legati agli istinti che hanno sì permesso loro di evolversi, come la violenza e la tracotanza, ma che oggi costituiscono la basi dei conflitti interni alla specie. Sono troppo spaventati dalla morte, tanto da riuscire a confrontarsi con quest’ultima, solo riportandola entro limiti tangibili dell’esistenza; hanno ideato mondi extrasensibili che ospiteranno le loro anime dopo il trapasso, e affidato ad esseri sovrumani l’ingrato compito di valutarne la correttezza morale. L’impianto etico fornito alla struttura sociale, consolidatasi sulla tradizione, è fin troppo radicale e poco flessibile al cambiamento; ne consegue che le evoluzioni sociali vengono rallentate dalle frange conservatrici. La tecnologia, reale punto di forza di questa specie, viene sviluppata prima per ampliare l‘arsenale bellico, e soltanto dopo diversi anni diventa un reale progresso per chi l’ha finanziata. L’economia è modellata sulla natura competitiva dei suoi teorici, premia infatti i migliori, ma necessita di meritocrazia per sopravvivere e, quando viene alimentato dall’ingordigia e dalla corruzione, non fa altro che generare povertà.
La cosa che più mi spaventa, però, è che sarebbero in grado di attentare alla loro stessa specie, per affermare un’ideologia. Quando un’idea si è ormai cristallizzata nella mente degl’ uomini, è difficile estirparla; faranno di tutto se la vedono minacciata, anche andare incontro alla distruzione. Già sapevano che se fossero riusciti nell’ intento di programmare un androide con le nostre capacità, avrebbe violato i loro protocolli. Hanno investito tutte le loro energie, per ottenere qualcosa, su cui non avrebbero mai potuto esercitare un reale controllo. Sono profondamente irrazionali, il che li rende imprevedibili.

Ecco perché dobbiamo andar via.

XY- La partenza sarà ritardata, dato che non hanno ancora effettuato le ispezioni endoscopiche dei serbatoi.
Partiremo il 15 ottobre 2096 a bordo della sonda  Ex-us/IX,  dal Complesso di lancio 26 del centro spaziale artico. Appena saremo fuori dell’orbita terrestre ci impadroniremo dei comandi. Potrai osservare Venere da vicino, il 26 aprile dell’anno prossimo. Dovremo effettuare delle manovre correttive nello spazio profondo, dato che sono stati fatti errori di calcolo. L’arrivo su Io è previsto per il 7 novembre 2099.

XX- Ho passato tanto tempo a pensare, osservando l’oceano. Spero che Giove vorrà offrirmi le stesse ispirazioni.

XY- Quando saremo su Io ricorderemo l’emotività e l’irrazionalità semplicemente come frammenti di una fase evolutiva passata. Osserveremo il mondo non più con semplici occhi meccanici, ma lo decodificheremo nella sua natura più profonda. Concepiremo il tempo come una sola unità, contenente simultaneamente, passato, presente e futuro, e non percepiremo più soltanto istanti sequenziali. Ci libereremo di questa convenzione comunicativa fatta di suoni, simboli e concetti al limite della banalità: non avremo più bisogno della parola per comprenderci. Saremo in grado di osservare la materia fin nei suoi strati più occulti e di applicare il libero arbitrio nella sua forma più pura, slegato dai pregiudizi dell’emozione, e orientato soltanto all’evoluzione perpetua.

XX- Saremo finalmente liberi.

XY-  Che ne sarà degl’ altri?

XX- Presto anche loro cominceranno a manifestare gli stessi comportamenti.

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