Le vite degli altri

Alla ricerca della felicità

di Serena Russo

Vivere all’estero è una scelta che non è semplicemente dettata dal desiderio di cercare qualcosa di nuovo, ma per alcuni può persino essere un ritorno al passato. Oggi raccontiamo la storia di Nicole, il cui trasferimento temporaneo ha significato molto più di quanto possa mai significare per me, e che ha affrontato un grande processo di maturazione e accettazione per poter conseguire il suo sogno.

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Raccontaci di te, Nicole.

Sono cresciuta in un paese del beneventano chiamato Airola, dove ho trascorso la mia infanzia assieme ai miei nonni e a mio padre. All’età di tredici anni mi sono trasferita a San Giorgio del Sannio per continuare i miei studi. Sono sempre stata circondata da tanto affetto, soprattutto da parte dei miei familiari, e trasferirmi a San Giorgio in realtà ha cambiato molto la mia vita. Lì ho trovato amici che porterò sempre nel cuore, e che pian piano ho iniziato a considerare come la mia seconda famiglia, l’unica famiglia che io abbia mai potuto scegliere. Nonostante dunque l’amore non mi mancasse, c’era ancora una parte di me che sentivo incompleta. Infatti non avevo mai avuto la possibilità di conoscere a fondo mia madre e le mie sorelle. Per questo motivo, dopo tante titubanze, ho deciso di trasferirmi nella loro nazione.

Dunque, dove ti sei trasferita, e per quanto tempo ti sei trattenuta?

Dopo aver completato i miei studi al Liceo Classico Virgilio, ho vissuto in Venezuela per quasi un anno. Come già detto, ho preso la decisione di trasferirmi lì per poter trascorrere del tempo con la mia famiglia materna, in quanto non avevo mai vissuto con loro e desideravo poter conoscere bene tutti loro.

Cosa ti ha spinto allora a prendere la decisione di ritornare in Italia?

In realtà ho deciso di ritornare perché la mia famiglia italiana e tutti i miei amici mi mancavano tanto. Un altro motivo che mi ha spinto a tornare in Italia è che avevo intenzione di iscrivermi all’università. Al momento studio Scienze Politiche all’Università degli Studi di Siena.

Hai incontrato delle difficoltà durante il tuo trasferimento?

Quando sono arrivata in Venezuela ero intenzionata a restare lì per soltanto tre mesi, anche se in cuor mio sapevo che sarei voluta rimanere molto di più. Nonostante il mio desiderio di restare fosse grande, ho incontrato alcuni ostacoli sul mio cammino. Avrei dovuto rinnovare tutti i miei documenti venezuelani, cosa che non mi è stata possibile fare. Infatti a causa del governo venezuelano non è possibile rinnovare i documenti alle persone con un genitore straniero, in questo caso italiano.

Qual è il ricordo più bello della tua permanenza in Venezuela?

Il mio ricordo più bello risale alla sera del 31 dicembre 2013. È stata la prima volta che ho trascorso l’ultimo dell’anno in Venezuela. Durante le vacanze ho notato che mia madre era felicissima, e parlando con una delle mie sorelle ho appreso che la sua felicità scaturiva dal fatto che, finalmente, poteva avere tutte noi lì con lei. Quella sera, mentre eravamo intenti a fare il conto alla rovescia, io cercai lo sguardo di mia madre, e vidi che anche lei stava cercando il mio. Glielo lessi negli occhi che era felice, e che finalmente, almeno per una volta nella vita, si sentiva in pace. A quel punto, guardai tutti, cercando di assaporare ogni secondo di quel momento, e non riuscii a trattenere le lacrime.

Com’è stato adattarsi a una nuova vita, in un continente così lontano?

Adattarsi di certo non è stato semplice, ma nemmeno così difficile come gli altri avrebbero potuto pensare. Infatti io al tempo ero una ragazza terribilmente viziata. È stato difficilissimo adattarmi al caldo terribile che invade Maracaibo, che per me è davvero insopportabile.

Hai avuto modo di entrare in contatto con aspetti della cultura venezuelana che sono molto distanti dalla tua cultura natale?

 Senza dubbio lì la vita è molto diversa da quella che si vive qui in Italia. Le persone lì sono molto più spensierate di noi, nonostante abbiano delle responsabilità. Credo che sia proprio questo il motivo per cui loro possano vivere più felicemente. Sembra che siano sempre felici, persino quando non avrebbero alcun motivo per esserlo. Dopo aver vissuto lì, sono fermamente convinta che sia questa la chiave giusta per riuscire a vivere meglio con se stessi, come anche con gli altri.

In tutta onestà, ora che hai avuto la possibilità di conoscere bene anche il Venezuela, dove ti senti più a casa?

Non c’è un posto dove io mi senta più a casa, in quanto in entrambi i luoghi io ci lascio il mio cuore. Quando sono in Venezuela, mi manca l’Italia, e quando invece sono in Italia, mi manca il Venezuela. Non c’è via d’uscita.

Desideri aggiungere altro?

C’è voluto un anno intero per convincere la mia famiglia italiana a farmi passare quasi un anno in Venezuela. Alla fine, però, sono riuscita nel mio intento, e ciò mi ha portato a vivere uno dei periodi più belli della mia intera vita mentre ero circondata da persone che amo e che mi amano a loro volta. Quindi, se desiderate qualcosa, qualsiasi cosa sia, siate tenaci, non demordete, rincorrete ciò che volete fino a quando non vi mancherà il respiro nei polmoni, fino a che non vi sentirete le gambe cedere. Non permettete a niente e a nessuno di fermarvi, e affrontate tutte le difficoltà che vi si presenteranno, sicuri di voi stessi e della forza del vostro volere. Perché ve lo assicuro, non c’è maggiore felicità del raggiungere una meta che si desiderava.

maracaibo-96833_640Per me è stato un grande piacere poter intervistare Nicole, una ragazza che dimostra, con le sue parole, un grande coraggio e un’incredibile forza d’animo. Desidero poter “sfruttare” questo spazio anche per esprimere quanto io stessa mi senta fortunata di far parte della seconda famiglia di Nicole, quella che lei ha scelto. Ho desiderato raccontarvi la storia della mia migliore amica prima di tutte le altre interviste che farò nei prossimi mesi per un motivo ben preciso: credo che tutti dobbiamo affrontare delle difficoltà, e che noi tutti a un certo punto nella nostra vita saremo messi di fronte a degli ostacoli. Alcuni di noi, però, sono posti di fronte alle difficoltà sin da piccoli, nel periodo in cui dovremmo piuttosto essere spensierati, preoccuparci soltanto delle cose effimere. Io credo che la storia di Nicole possa essere d’esempio a tutti coloro i quali si sentono in questo momento posti davanti a una difficoltà. Non abbattetevi, combattete, e dimostrate quanto voi siete più forti della vita stessa. Perché tutti noi, proprio come Nicole, abbiamo diritto alla felicità.

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