Attualità & Territorio

Un Pride a Benevento. Perché?

di Camilla Ranauro

Il 6 giugno Benevento ospiterà il primo Gay Pride della storia cittadina. Ma, per una volta, in questa rubrica proveremo ad analizzare questa notizia senza lasciarci prendere dalla polemica facile e dal pregiudizio.

Cos’è un Pride?

Esattamente 46 anni fa, un sabato mattina di giugno del 1969, la polizia effettuò un raid all’interno di un famoso bar gay di New York, lo Stonewall Inn. La protesta che seguì nei giorni successivi da parte della comunità LGBTQ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer) newyorchese è considerata il momento di nascita del movimento omosessuale.

Cosa volevano i clienti dello Stonewall, e più in generale i gay statunitensi? Protestavano contro un paese che li considerava a tutti gli effetti dei soggetti malati e socialmente pericolosi, che confinava i loro spazi sociali a luoghi/ghetto, che tollerava abusi e soprusi nei loro confronti da parte delle forze di polizia, come se ciò fosse nell’ordine delle cose. Da quella data, ogni anno nel mese di giugno, in molte città si organizzano parate dette “dell’orgoglio”, ovvero pride, per ricordare che dal 28 giugno del 1969 la comunità omosessuale ha smesso di subire accuse e soprusi, bugie e pregiudizi, discriminazione e ingiustizie e ha cominciato a reagire in forme organizzate e forti, venendo finalmente allo scoperto.

stonewallE oggi?

Noi oggi siamo anni luce lontani da Stonewall, e non parliamo solo di distanza geografica, ma anche storica e culturale. In questi quasi 50 anni la situazione si è evoluta moltissimo e la comunità omosessuale è stata largamente riabilitata dal pesante stigma sociale che era costretta a subire fino alla prima metà del ’900. Questo processo di cambiamento non è andato sempre in salita, ha arrancato moltissimo e ha registrato un passo diverso nei diversi paesi: negli anni ’80 ha dovuto riprendersi dalla pesante piaga dell’AIDS, considerata inizialmente “la peste gay”, il cui impatto sull’opinione pubblica riportò la comunità LGBT nella posizione di nemesi sociale dell’ordine e della morale.

Ma se diamo uno sguardo alla situazione attuale, vediamo un quadro molto diverso: ormai numerosi paesi in tutto il mondo (quasi tutti in Europa) prevedono nella propria legislazione la possibilità per le coppie omosessuali di contrarre matrimonio o una forma simile, detta unione civile; molti consentono a queste coppie la possibilità di vivere la genitorialità (tramite adozione o inseminazione artificiale). A livello sociale, almeno nei paesi occidentali, la discriminazione verso gay, lesbiche, bisessuali e trans non raggiunge i livelli di venti anni fa.

Perché il Pride?

Ma oggi c’è ancora bisogno di Pride e forse ce ne sarà sempre bisogno perché non bisogna mai dimenticare quello che la comunità LGBT ha subito nei secoli scorsi e non bisogna mai lasciare che quel silenzio, la comoda omertà di chi preferisce non vedere, cali di nuovo sulla questione omosessuale. Se è vero che ogni singola esistenza vale quanto la storia stessa, allora dobbiamo immaginare che ogni giovane che si scopre gay nel 2015 vive nella propria sfera intima e contingente un processo che la comunità ha attraversato nel corso di millenni, un percorso che rischia di isolarlo e danneggiarlo, che rischia di fare di lui uno stereotipo o una vittima. Per far sì che quell’individuo riesca a vivere le esperienze di un qualunque cittadino, senza ghettizzazioni o discriminazioni, bisogna far sì che egli possa sentire il proprio orientamento sessuale come una caratteristica e non come un problema. Da qui l’esigenza di un movimento omosessuale, che accolga e supporti la consapevolezza sul tema e che la diffonda nella maggiore visibilità possibile.

11149270_831261863633355_9150649187040934116_nEcco perchè NO, non è giusto vivere il proprio orientamento solo in privato per non offendere la fragile morale pubblica.
NO, non è giusto dover mentire, perchè parlare d’amore a chiare lettere comprometterebbe il quieto vivere.
SÌ, è giusto fare tutto ciò che è in nostro potere per creare una società che non lasci indietro nessuno, che accolga tutti.

E tu che ne pensi? Verrai al pride? Fammi sapere qual è la tua opinione nei commenti.

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