Scienze & Tecnologia

Vaccino o non vaccino? Questo (non) è il problema

di Domenico Maddaloni

Tutto comincia nel lontano 1998 quando l’allora medico Andrew Wakefield pubblica su Lancet, un’autorevole rivista medica inglese, uno studio che sembrava dimostrare che la causa dell’autismo risiedesse nei vaccini. I media non si lasciano scappare una notizia così scottante e così Wakefield si ritrova improvvisamente circondato da decine e decine di seguaci, pronti a lottare con le unghie contro le critiche subito mosse dal mondo scientifico nei confronti della sconcertante pubblicazione.

Oggi, a diciassette anni di distanza, la stessa idea sembra non voler abbandonare la testa di ormai migliaia di persone in tutto il mondo: gruppi organizzati, avvocati in cerca di gloria e genitori, forti dei dati trovati qua e là su internet, decidono di non vaccinare i propri figli e organizzano manifestazioni con il fine di vietarli all’intera popolazione.

Blog e siti degli antivaxxers (così chiamati negli USA, dove il fenomeno è particolarmente diffuso) sono pieni di documenti e discussioni finalizzati ad avvertire la cittadinanza della pericolosità dei vaccini, e sebbene per un inesperto non sia difficile farsi convincere dai discorsi ammaliatori degli “antivaccinisti”, basta procedere per gradi e con razionalità per capire quanto il Pharmakon del “non-vaccino” sia più un “veleno” che un “antidoto”.

I vaccini: questi sconosciuti

È innanzitutto necessario capire come funziona un vaccino nei suoi meccanismi generali, e prima ancora il nostro sistema immunitario. Si chiama sistema immunitario l’insieme delle cellule la cui funzione è di individuare ed eliminare i microrganismi (principalmente virus e batteri) che riescono in qualche maniera ad entrare nel nostro corpo. Il modo in cui li riconoscono è sorprendentemente semplice (almeno nei caratteri generali): i microrganismi hanno una superficie esterna sostanzialmente diversa da quella delle nostre cellule, perciò le cellule immunitarie non fanno altro che riconoscere la superficie di questi “esserini” per poi attivare dei meccanismi che li eliminino. La loro capacità strabiliante, però, è quella di “ricordare” (vengono infatti dette “cellule della memoria”) la superficie di un microrganismo che hanno già attaccato, così da essere pronti per un’eventuale nuova intrusione. È questo il motivo per cui esistono delle malattie come la varicella o la rosolia, che sono “leggendariamente” note come malattie che si possono avere solo una volta nella vita: la prima volta che il virus che le provoca entra nel nostro corpo “fa danni”, ma le cellule immunitarie lo memorizzano e ad un successivo attacco sono già pronte per respingerlo.

Capito questo potrebbe sembrare quasi scontata l’intuizione geniale che sta alla base dell’invenzione dei vaccini. Difatti i vaccini consistono in una miscela di virus o batteri che causano una determinata malattia (e fin qui potrebbe sembrare assurdo), dopo averli, però, uccisi o fortemente indeboliti. Di essi rimane, perciò, solo l’involucro esterno, ciò che basta alle cellule immunitarie per attivare una risposta. Dopo un vaccino per cui si diventa immuni a tutti gli effetti da una malattia senza però averne mai subito i relativi acciacchi.

Naturalmente la composizione dei vaccini è leggermente più complessa come anche la loro preparazione, ma il concetto alla base è pressappoco questo.

Quindi il problema dove sta?

Beh, a dire il vero il problema non sta da nessuna parte. Secondo gli antivaccinisti però ce ne sono eccome.

A essere preoccupante secondo loro non è tanto la porzione microbiotica dei vaccini quanto tutte le altre molecole in essi contenute. Queste molecole non servono ad altro che a stabilizzare il vaccino, in modo tale che non “scada”: la loro unica sfortuna è quella di avere un nome un po’ troppo lungo.

Il più famigerato è il sodio-etilmercurio-tiosalicilato (chiamato più semplicemente Thimerosal), per la presenza in esso di mercurio. La pericolosità del mercurio è ben nota e documentata in medicina, tanto che si sconsiglia un’assunzione eccessiva di pesce e frutti di mare (i quali ne sono particolarmente ricchi). La forma dannosa per il nostro organismo però è il metilmercurio (quello che si trova nei pesci), il quale non ha niente a che vedere con il cugino etilmercurio presente nel Thimerosal, facilmente degradato dall’organismo. In più la pericolosità del mercurio è data dal suo accumulo nel nostro corpo e una quantità esigua come quella iniettata con i vaccini sarebbe in ogni caso irrisoria.

La protesta degli antivaccinisti è stata però così incessante che le case farmaceutiche hanno preferito eliminare il Thimerosal dai vaccini, dopo essersi accertati della sua marginalità per il loro funzionamento, nonostante fossero già stati condotti studi sulla NON pericolosità della molecola. Una storia molto simile è successa per ogni altro componente dei vaccini: gli antivaccinisti suppongono che una molecola possa essere nociva, gli scienziati dimostrano la fallacia della loro ipotesi ed essi allora puntano il dito contro un’altra molecola e così via.

ImmagineLa formaldeide è un’altra sostanza incriminata. Sebbene sia stato visto che possa indurre delle modificazioni cancerogene al DNA, essa è una molecola prodotta quotidianamente dal nostro organismo ed è essenziale per molti meccanismi cellulari. Basti pensare che mangiando una pera si assume una quantità di formaldeide di gran lunga maggiore a quella contenuta nei vaccini. (Dato che mostra, peraltro, quanto sia difficile targare una sostanza come “cancerogena” o meno)

Allora l’idea com’è nata?

Lo studio del “dottor” Wakefield dopo pochi mesi dalla pubblicazione fu dichiarato fraudolento e lui fu immediatamente radiato dall’albo dei medici. L’aveva condotto basandosi su dati presi da soli 12 pazienti (!) e per di più non era riuscito a dimostrare ciò di cui era invece convinto e di cui riuscì a convincere quasi l’intera Inghilterra: era sicuro di aver trovato una nuova forma di autismo la cui causa risiedesse nei vaccini. L’idea di Wakefield derivava dal fatto che alcuni genitori dei dodici bambini autistici avevano dichiarato di aver vaccinato i propri figli. Nonostante la quasi totalità degli inglesi erano (e sono) vaccinati alla nascita, e perciò sarebbe assurdo pensare a una correlazione del genere, Wakefield sottopose i dodici bambini a trattamenti medici invasivi e in più falsificò i dati pur di dimostrare la connessione. Qualche anno più tardi si scoprì che l’interesse del truffatore era più che altro quello di guadagnare visite per la diagnosi della “neo-scoperta malattia”, come si legge nell’articolo di Brian Deer, giornalista che più di tutti approfondì la vicenda.

Al di là della storia del dottore fraudolento, però, vi sono comunque migliaia di persone fermamente convinte della pericolosità dei vaccini. E loro? Come sono arrivati a questa supposizione? Bazzicando sui loro siti sembra che ognuno abbia una motivazione un po’ diversa per essersi appassionato tanto alla questione. Molti partono da una storia personale, ad esempio un figlio ammalatosi (delle malattie più svariate) dopo essersi vaccinato, molti americani invece sono stati particolarmente commossi dalla storia di Jenny McCarthy, attrice e modella (anche coniglietta di Playboy), che da qualche anno continua a girovagare tra i programmi TV per raccontare la storia di suo figlio Evan, “improvvisamente” autistico dopo un’iniezione.

Tra i più singolari vi sono coloro che presentano come prova uno dei “report” periodici che le case farmaceutiche sono obbligate a pubblicare per ogni loro prodotto. Si tratta di un atto in cui sono documentate tutte le condizioni (descritte molto dettagliatamente) di un gruppo di persone che hanno usufruito di un determinato prodotto farmaceutico, per verificare che esso non abbia conseguenze indesiderate, la cosiddetta farmacovigilanza. Ebbene nel report di un vaccino (Infanix della GSK, da pagina 1170 inizia l’elenco di tutti i casi avversi documentati), sono annoverati 6 casi di autismo sulla totalità di 2388 pazienti analizzati (pari allo 0.25%!): se questo per un antivaccinista è un dato indiscutibile, per uno scienziato (ma in generale per una qualsiasi persona dotata di capacità logiche) è una semplice coincidenza. Se poi si considera che nello stesso documento sono menzionati pazienti vaccinati e poi morti per incidente autostradale o annegamento, ci si potrebbe chiedere come mai gli antivaccinisti non abbiano provato a chiedersi se il vaccino possa essere la causa anche di questi eventi.

E vissero felici e vaccinati

Che i vaccini non facciano male, checché ne dicano gli antivaccinisti, lo stanno dimostrando ogni giorno innumerevoli scienziati con i loro studi, ma che addirittura facciano bene sembra sia un ricordo che cancelliamo troppo facilmente. Dalla loro invenzione nel 1796, i vaccini hanno condotto una carriera piena di successi: hanno mostrato la loro efficacia su malattie, come rosolia, parotite, morbillo, che se contratte, fino alla metà del secolo scorso, erano letali in più del 50% dei malati, ma che oggi nei bambini vaccinati manifestano sintomi decisamente sopportabili. Grazie ai vaccini il vaiolo, una malattia che alla fine degli anni ’60 causava 2 milioni di morti all’anno, nel 1979 è stata completamente debellata.

Immagine2Grafico che mostra i casi di Poliomelite nella Germania dell’Ovest (sopra) e Germania dell’Est (sotto). I due Paesi hanno introdotto i vaccini in anni diversi e si può notare come il crollo vertiginoso dei casi coincida con le relative vaccinazioni di massa. Dato che indebolisce fortemente l’ipotesi secondo cui l’eradicazione delle malattie infettive sia dovuto semplicemente al miglioramento delle condizioni igieniche e non all’uso dei vaccini.

Se inizialmente, perciò, si poteva pensare alla battaglia degli antivaccinisti come un desiderio (più che lecito) di alcune persone di approfondire la conoscenza dei vaccini per scongiurare ogni eventualità spiacevole, oggi, dopo tutte le evidenze offerte dal mondo della scienza, si capisce che la loro è una guerra i cui unici rivali sono loro stessi. Se per ricredersi, poi, c’è bisogno di vedere il proprio figlio morire di morbillo a quattro anni per non averlo vaccinato, allora si ha la prova di quanto quello degli antivaccinisti sia un puro capriccio di ostentazione e non una lotta cosciente per il bene comune.

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